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Il micro-eolico. Piccolo è bello!

microeolico
Mostra itinerante della Casa EcoLogica di Paea: esempio di micro-eolico integrato con il fotovoltaico per la produzione di energia elettrica a livello domestico

Oltre ai grandi parchi eolici esistono anche impianti di piccola taglia interessanti in ambito agricolo, industriale e urbano.

Da non confondere con il mini-eolico - impianti di potenza tra i 20 e i 200 Kw che fisicamente sono alti dai 10 ai 15 metri - intendiamo per “micro-eolico” tutti quegli impianti che sono in grado di produrre una potenza energetica inferiore ai 20Kw.
Si tratta di “pale domestiche” che trovano applicazioni diverse da quelle tipicamente industriali, potendo essere installate su singole abitazioni, infrastrutture turistiche, siti remoti come i rifugi alpini o altre strutture isolate in cui l’allacciamento alla rete elettrica non è praticabile o avrebbe costi troppo elevati.

Caratteristiche

Una macchina eolica è composta da un rotore (pale), una torre di sostegno, ed eventualmente un moltiplicatore di giri. Se utilizzata per produrre energia elettrica, è composta anche da un generatore, un sistema di controllo, un inverter ed un trasformatore. Nel caso l’impianto alimenti un’utenza isolata occorrono delle batterie di accumulo, un caricabatterie (convertitore AC/DC) e un sistema di controllo. I rotori più piccoli hanno un diametro minimo del rotore pari a poco più di un metro, quelli di potenza pari a 15-20kW arrivano anche a 8 metri, con altezze del palo di 15-18 metri.

Requisiti

Offrono numerosi vantaggi rispetto ai grandi parchi eolici: ridotto impatto visivo, bassa rumorosità (intorno ai 45 dB, un sussurro equivale a 40 dB), minore impatto su piante e animali, buona integrazione architettonica.

Ovviamente un impianto eolico non può essere installato ovunque. Per la scelta del luogo sono fondamentali la presenza e la qualità del vento, dato che la produttività dipende da queste caratteristiche e dall'area “spazzata” dalle pale. I più comuni generatori in commercio entrano in funzione con una velocità del vento almeno pari a 3m/s. Per evitare brutte sorprese, è indispensabile quindi effettuare analisi accurate con campagne di misura di almeno un anno. Le rilevazioni si possono fare con un anemometro o rivolgendosi ad una stazione meteo locale. Alcune realtà offrono gratuitamente anche il servizio di misura e monitoraggio delle caratteristiche di ventosità del sito, fondamentale per poter valutare l'effettiva potenzialità dell’impianto e quindi i tempi di ritorno dell’investimento. La prima cosa da fare, quindi, è contattare una ditta qualificata per valutare caratteristiche del luogo e dimensionamento dell'impianto, oltre ad informarsi sulle pratiche amministrative necessarie.

Tariffa incentivante

Anche il micro-eolico può accedere al meccanismo di “scambio sul posto”: in caso di allacciamento alla rete elettrica può cedere l’energia prodotta in eccesso e prelevarla dalla stessa rete quando necessario. Il Gestore dei Servizi Elettrici riconoscerà un rimborso calcolato in base all’energia “scambiata” con la rete.

Nel caso di potenze di qualche kilowatt - di solito l’allacciamento di una casa alla rete elettrica arriva a 3kW - non occupano lo spazio e lo “sguardo” molto più di un’antenna parabolica: un generatore da 500W, ad esempio, ha pala di un metro di diametro ed una torre di qualche metro, soprattutto se posizionata a terra, dove il vento è più debole.

Vantaggi dal punto di vista ambientale

Come per il suo “parente” più grande, la produzione di energia elettrica attraverso generatori eolici non ha bisogno di alcun combustibile, non produce emissioni in atmosfera di gas a effetto serra o di altri inquinanti. Se si pensa che in luoghi ventosi i microsistemi della potenza di qualche kilowatt - per i quali non esistono vincoli di installazione, se non in luoghi di elevatissimo pregio – sono in grado di produrre energia elettrica allo stesso modo, per continuità e potenza di picco, dei generatori fotovoltaici, si può pensare di utilizzarli per produrre energia elettrica su piccola scala in modo ”sostenibile, magari integrandoli con pannelli fotovoltaici. In questo caso i due sistemi sono in grado di produrre elettricità in modo complementare: dove il fotovoltaico assicura la massima resa di giorno e in condizioni di sole ottimali, il vento tende a salire in condizioni di tempo perturbato e alla notte.

L'energia impiegata nel processo di fabbricazione degli impianti inoltre si recupera in pochi anni di funzionamento, a fronte di una vita utile del generatore di 20 anni, risolvendo anche la questione legata al ciclo di vita del prodotto: questo significa che l’energia necessaria a costruirlo si ripaga velocemente con l’energia che lui stesso produce.

schema di funzionamento della pala eolica

Dimensioni, luoghi, costi

cabina telefonica alimentata a microeolico
Installazioni di micro-eolico al Centre For Alternative Technology (CAT) di Machynlleth in Galles, fra i più importanti centri al mondo nel campo delle tecnologie alternative e delle fonti rinnovabili.

Ovviamente un impianto eolico non può essere installato ovunque. Per la scelta del luogo sono fondamentali la presenza e la qualità del vento, dato che la produttività dipende da queste caratteristiche e dall'area “spazzata” dalle pale. I più comuni generatori in commercio entrano in funzione con una velocità del vento almeno pari a 3m/s. Per evitare brutte sorprese, è indispensabile quindi effettuare analisi accurate con campagne di misura di almeno un anno.

Le economie di scala per gli impianti micro-eolici sono comunque notevoli: il costo al kW decresce molto velocemente al crescere della potenza installata. Approssimativamente si parla di circa 2000-2500 €/kW per impianti tra 10 e 20kW, per arrivare a 4000-5000 €/kW per impianti che vanno da pochi kW ad alcune centinaia di Watt.

Il risparmio in bolletta è garantito dalla possibilità di autoconsumare gratuitamente l'energia prodotta. Un dato di confronto: un generatore da 1 KW può costare tra i 3 e i 4000 euro contro i 6/7000 di un impianto fotovoltaico della stessa potenza.

Gli incentivi

Tutti gli impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili con potenza fino a 200 kW - incluso il micro-eolico - possono accedere al meccanismo di “scambio sul posto” dell'energia elettrica prodotta.

Ovvero: in caso di allacciamento alla rete elettrica possono cedere l’energia prodotta in eccesso e prelevarla dalla stessa rete nelle ore e nei giorni in cui non sono in grado di produrre a sufficienza. L’utente continua a pagare la bolletta normalmente ma il Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) gli riconoscerà un rimborso calcolato in base al valore dell’energia scambiata con la rete.

Inoltre, gli impianti fino a 200 kW di potenza possono accedere - su richiesta del produttore - anche a una tariffa tariffa fissa onnicomprensiva erogata su tutto il territorio nazionale di 30 centesimi di euro per ogni kWh prodotto per un periodo di quindici anni: un “conto energia” analogo a quello già in vigore da qualche anno per gli impianti fotovoltaici. La procedura e la modulistica per la richiesta degli incentivi sono disponibili sul sito del Gestore dei Servizi Elettrici (www.gse.it).

Per quanto riguarda i tempi di rientro dell’investimento, questi variano notevolmente a seconda dei propri consumi, della potenza dell'impianto installato, della ventosità del luogo.

Spesso si consiglia, soprattutto in quei casi in cui sia fondamentale assicurare all’edificio la totale indipendenza dalla rete elettrica, l’integrazione del microeolico con altre fonti.

In Italia il settore sta decollando con qualche anno di ritardo rispetto a paesi come la Gran Bretagna, in cui questa tecnoligia ha fatto il balzo dal mercato di nicchia a quello della grande distribuzione, con i kit per l’autocostruzione in vendita in alcune catene commerciali per il "fai da te".

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