Dagli strumenti di autodiagnosi, passiamo alle possibili soluzioni per una gestione efficiente dell’energia a livello domestico. Manutenzione ordinaria, prove pratiche e misure di ottimizzazione.. il primo strumento sono gli occhi! Una breve “lista di controllo” da tenere presente come supporto per effettuare piccoli interventi di risparmio energetico in casa.
Come le Energy Service Company (ESCo) assumendosi l’onere di interventi di efficienza e risparmio energetico capitalizzano i risparmi ottenuti per successivi investimenti, così a fronte di piccoli interventi di manutenzione, riorientamento dei comportamenti ed all’acquisto di dispositivi poco costosi, una famiglia può in breve tempo ammortizzare le spese e quantificare a tutti gli effetti i risparmi ottenuti in termini economici (oltre che ambientali) come risorse disponibili per ulteriori azioni o perché no – per ‘autopremiarsi’.
Ecco qualche spunto.
• Lavatrice: acquistando modelli con allaccio diretto al circuito dell’acqua calda (o installando dispositivi aggiuntivi come il [link|lavatrice_acqua_calda|Save El-En]) il consumo cala, non dovendo impiegare energia elettrica per riscaldare la resistenza
• Timer giornaliero/settimanale: per programmare l'accensione/spegnimento delle apparecchiature elettriche
• Lavastoviglie: impiega solo acqua calda, quindi potrebbe essere attaccata al tubo dell’acqua calda, mentre di solito è collegata al tubo dell’acqua fredda.

• Stand-by/off: collegabile a gruppi di elettrodomestici come il set tv/lettore DVD/decoder/console oppure computer/stampante/casse, permette di spegnere automaticamente tutti gli stand-by quando viene spento l'elettrodomestico pilota (ad esempio il televisore o il computer), e riaccendere tutto quando questo viene riacceso.
• Multipresa con interruttore: meno costosa ma altrettanto efficace, per spegnere apparecchiature dotate di stand-by in un click.
• Diversificare la scelta delle lampade in subordine al tipo di illuminazione che si vuole ottenere. L'ideale sarebbe utilizzare lampade a fluorescenza compatte o neon per ottenere un’illuminazione diffusa nell'ambiente, ed intervenire con lampade alogene o led nei punti in cui serve un'illuminazione più accentuata, come nel caso delle postazioni di lavoro/studio, in modo che quando questa non serve i punti luce possano essere spenti anche singolarmente.
• Svitare lampade inutili nel caso di lampadari multipli
• Usare bene le veneziane che consentono di far entrare la luce e rifletterla verso l’alto
• Colori: un notevole contributo alla luminosità delle stanze è dato dal colore di pareti, soffitto e pavimenti. Colori scuri o anche soltanto di un bianco sporco possono assorbire gran parte della luce. I colori chiari invece fanno sì che la luce irradiata sulle superfici venga riflessa nell’ambiente circostante.
Corpi luminosi: se puliti (sembra ovvio ma spesso non ci si fa caso) l’illuminazione ne sarà avvantaggiata.
Il kWh costa tanto di più quanto più siamo in una fascia di consumo alto: ciò significa che più consumiamo più il singolo kWh risparmiato ci farà risparmiare in bolletta. Con le tariffe biorarie possiamo risparmiare tanto (soldi non energia) se siamo in grado di spostare i consumi di notte, quando la domanda di energia è minore. Sul sito web dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas è disponibile il TROVAOFFERTE che permette di trovare la tariffa più conveniente in base ai nostri consumi.
• Installare valvole termostatiche ai corpi radianti, e se presenti controllarne il corretto uso. In genere sulle valvole termostatiche non vengono indicate le temperature, ma numeri. Per questo motivo è importante scoprire quale posizione di ogni valvola termostatica corrisponde ai 20°C, monitorando la temperatura. Pochi sanno che impostare la valvola sul valore massimo non permette di raggiungere la temperatura desiderata più in fretta (la valvola è semplicemente aperta o chiusa, non può essere più o meno aperta), ma piuttosto, se ce la dimentichiamo può essere causa di surriscaldamenti e quindi di sprechi. Prima di ventilare la stanza chiudere la valvola termostatica e solo dopo aver richiuso le finestre posizionare nuovamente la valvola al livello di temperatura desiderato.
• I termosifoni sono inseriti in una nicchia sotto la finestra? Se l'edificio è vecchio probabilmente la parete è priva di isolamento e dietro il termosifone è anche di spessore ridotto. Questo significa che state scaldando il giardino! Inserire un pannello isolante dietro i termosifoni può ridurre le dispersioni, meglio se riflettenti per aumentare l’irraggiamento.
Impostare una temperatura troppo alta significa consumare molto di più: circa il 7% per ogni grado sopra i 20°C
• Con un termometro digitale collegato ad un datalogger che memorizzi le temperature rilevate ad intervalli di tempo prestabiliti è possibile analizzare l'andamento della temperatura nei vari ambienti per esempio per una settimana. Questo permette ad esempio di capire se si verificano dei surriscaldamenti indesiderati in alcuni ambienti, oppure quanto tempo impiega l'impianto di riscaldamento a portare un ambiente alla temperatura desiderata dopo l'attenuazione notturna, o dopo aver aperto una finestra per cambiare aria. Conoscere questi dati può aiutarci a regolare l'impianto in modo ottimale per scaldare solo dove, quando e quanto serve.
• Tenuta delle finestre: vi sono guarnizioni rovinate o sono collocate correttamente? Per scoprirlo basta inserire un foglio di carta sulla scanalatura nel punto in cui sembra che la chiusura non sia ermetica e chiudere la finestra. Se riuscite facilmente a tirare fuori il foglio con la finestra chiusa vuol dire che la guarnizione non aderisce bene.
• Tenuta delle porte: il punto debole è la fessura sotto la soglia. Provate a infilare un giornale o un cartone sotto la porta per verificare se in quel punto, una volta chiusa, tira ugualmente aria.
• Aerare i locali spalancando le finestre per poco tempo permette di cambiare aria disperdendo solo il calore contenuto in essa, mantenendo pavimento e pareti calde. Una volta richiusa la finestra la temperatura tornerà in pochi minuti a 20°C. Aprire per un tempo maggiore è inutile e dannoso: non si può fare scorta di aria fresca!
Il monitoraggio delle bollette ci permetterà di scoprire – e di quantificare - il risultato dei nostri sforzi. Attenzione in questo caso ad una possibilità concreta: se alle azioni di risparmio energetico non corrisponde una riduzione dei consumi può trattarsi dell’ “effetto rimbalzo” che agisce a livello inconscio: è facile allentare l’attenzione e consumare di più.. perché tanto sto risparmiando.
Per chi non volesse “sentirsi solo” o avesse bisogno di un supporto tecnico e metodologico, aldilà delle campagne informative esistono diverse esperienze che hanno dato vita a guide e strumenti di auto-formazione. Esistono inoltre diversi progetti di condivisione sviluppati da sul territorio nazionale e locale, e dalla stessa Unione Europea, pensati per aiutare ed incentivare gruppi di famiglie motivate a riorientare e diminuire i propri consumi energetici (e non solo!) in modo graduale, assistito e intelligente. Tra questi lo storico Cambieresti? oppure sul versante europeo progetti come Energy Ambassador e Energy Saving, rispettivamente una competizione collettiva internazionale tra famiglie di diversi paesi ed un supporto alle azioni di risparmio ed efficienza energetica per famiglie in situazione di svantaggio economico.
Un altro supporto utile è rappresentato da software e fogli di calcolo liberamente disponibili all’utente finale.